2026: anno della Presenza
- Il Patio delle Parole

- Jan 18
- 6 min read
Updated: 6 days ago

Quando arriva un nuovo anno ci poniamo sempre la stessa domanda:
come mi preparo a quel che verrà?
Spesso rispondiamo riempiendo agende, scrivendo elenchi di buoni propositi, fissando obiettivi ambiziosi. E se, per una volta, la vera preparazione fosse diversa?
Lucio Dalla cantava:
“L’anno che sta arrivando tra un anno passerà
Io mi sto preparando, è questa la novità”
Tu, come ti stai preparando?

Fare spazio prima di riempire
Quest’anno sento di non voler più riempire i miei diari di progetti e impegni. Non perché abbia smesso di credere nella crescita e nel cambiamento personale, anzi. Voglio rinnovarmi, attivare corpo, mente e spirito. Ma prima sento il bisogno di fermarmi.Niente esigenze, pressioni o necessità di avere tutto sotto controllo.
Voglio fare spazio. Iniziare questo 2026 partendo da uno spazio di calma, serenità e soprattutto Presenza, prima di aggiungere altro.
Ogni investimento di tempo, energia, denaro e relazioni ha bisogno di spazio per crescere. E lo spazio non lo creo aggiungendo, ma lasciando andare.
Il 2025 è stato un anno 9, un anno di chiusura dei cicli.
Il 2026 è un anno 1, un anno di nuovi inizi. Ma i nuovi inizi hanno senso solo se ciò che appartiene al passato è stato davvero elaborato e lasciato andare per poter vivere pienamente il presente.
Cosa significa “lasciare andare”?
Lasciare andare non è né debolezza, né passiva rassegnazione.
Non significa perdere parti di sé, ma, al contrario, ritrovarsi.
È una scelta intenzionale e consapevole. Un atto di crescita personale che richiede forza e coraggio, ma anche molta gentilezza.
È una decisione di cura e amore verso di te.
È come scegliere quali piante continuare ad annaffiare nel tuo giardino e quali, con gratitudine, togliere perché non fioriscono più.
Significa liberarsi di ciò che non è più allineato con chi sei oggi.
Il passato ti ha portato fin qui, ma se senti che qualcosa del tuo presente stona dentro di te, forse è arrivato il momento di lasciarlo andare per fare spazio a ciò che desideri seminare ora.
Hai mai preparato una valigia troppo piena per poi usare solo due o tre vestiti? Forse hai pensato: “Questo potrebbe servire, e anche questo, e quest’altro…”Ma ti sei fermato a chiederti davvero dove vai e di cosa hai bisogno?
La vita funziona allo stesso modo: non si tratta di aggiungere, ma di togliere.
Semplificare. Quando ti alleggerisci puoi muoverti con più libertà.
Non è un caso che grandi figure della storia come San Francesco, Buddha e Gandhi abbiano lasciato tutto per dedicarsi alla loro missione.
Tu non devi rivoluzionare la tua vita come loro.
Puoi semplicemente alleggerire i pesi che trascini da tempo, eliminare le maschere che indossi e che iniziano a pesare, lasciare andare ruoli che non ti rappresentano più, persone con cui non ti senti in sintonia, attività che continui a svolgere per abitudine ma che non senti più tue.
Fermati, posa quello zaino che ti pesa, potrai poi proseguire più leggero.

Fermarsi: un atto di cura e amore
Ti invito a smettere di correre, a disinnescare quel “sistema di allarme” che ti tiene costantemente in tensione: il dover fare, dover essere, dover avere o dimostrare. Per cosa? Per ottenere un riconoscimento che tu stesso puoi darti.
Quell’allerta continua affatica il corpo e la mente, mantiene il cervello in iperattivazione, alimenta distrazione e irritabilità.
Le attività disperse, i pensieri incessanti e le emozioni non elaborate ti conducono, nel tempo, a una stanchezza cronica.
Hai bisogno di fermarti.
Hai bisogno di fare spazio, affinché il tuo presente non sia più invaso dal passato.
Hai bisogno di una pausa.
Se lasci andare, cosa rimane?
Potrebbe restare il vuoto. Ma non un vuoto di assenza o mancanza: un vuoto fertile.
Uno spazio che ti permette di ascoltarti davvero e di riconoscere i tuoi autentici bisogni.Non hai perso nulla. Hai aperto uno spazio nuovo in cui può emergere il tuo vero Sé e dove puoi seminare ciò che desideri.
Inizia ad ascoltarti, rispettarti e prenderti cura di te.

Cosa lasciare andare?
Lascia andare ciò che non ti serve più, ciò che ha concluso il suo ciclo: persone, luoghi, legami tossici, attività che ripeti per automatismi ma che senti consumano le tue energie.
Lascia andare anche pensieri ed emozioni che non ti fanno stare bene: paura, rabbia, rancore, colpa, vergogna.
Perché restare aggrappato a chi ti ha ferito, a parole che ti hanno offeso o umiliato?
Se pensieri ed emozioni spiacevoli arrivano, non reprimerli. Trattali con gentilezza, ascoltali, altrimenti torneranno.
L’energia che usi per metterli a tacere non sarà disponibile per ciò che desideri davvero perché resta lì bloccata.
Accetta ciò che hai vissuto come parte di te: ti sta mostrando qualcosa. Integralo nella tua storia e lascia nel passato ciò che ha concluso il suo ciclo. Puoi smettere di soffrire oggi per qualcosa accaduto tempo fa.
Riconosci e valorizza i tuoi stati interni, dai loro un senso, prenditene cura.
Ciò che è stato, se ti ha portato dolore, può trasformarsi in concime, in nutrimento per un terreno più fertile dove potrai seminare ciò che desideri portare nella tua vita.
Troverai un gran beneficio, la pace interiore, potrai così rifiorire.

Come fare?
Non basta dire: “Vorrei non sentirmi più così impaurito, bloccato, in colpa…”
Finché resti focalizzato su ciò che non vuoi, la storia si ripeterà.
Inizia invece a ringraziare gli insegnamenti che ogni esperienza, piacevole o dolorosa, ti ha portato. Sono il concime per il tuo rinnovamento.
Scegli di usare la tua energia per concentrarti su ciò che stai vivendo nel tuo presente e poi puoi aprirti a nuovi pensieri, emozioni e possibilità.
Trattenere costa fatica: controllo, tensione, vigilanza costante.
Lasciare andare, invece, rilassa. Attiva il sistema nervoso parasimpatico, favorendo calma, respiro profondo, lucidità mentale.
Lasciar andare ti riporta nel presente.
L’unico momento che conta davvero: l’adesso.
Molla la presa su ciò che è stato e su quello che temi possa accadere e rimani qui, nel momento presente, sentilo e vivilo pienamente.
Ti sentirai più centrato e connesso con te stesso, con le tue emozioni autentiche, non contaminate dal passato o dal futuro.
Naturalmente, lasciar andare non è un interruttore che si attiva con un clic. È un processo, fatto di piccoli passi, di tentativi, di ricadute che richiede la tua pazienza e ascolto. È un allenamento gentile e costante.
Non si tratta di forzare il cambiamento, ma di creare le condizioni giuste perché qualcosa di nuovo possa crescere. Prima di piantare nuovi fiori dovrai prenderti cura della terra ed eliminare quel che non serve più.
Fa’ sì che il lasciar andare diventi una tua pratica quotidiana, ti aiuterà a diventare più autentico e più presente.

Suggerimenti per la tua pratica
Ecco alcuni spunti semplici che ti possono essere utili per lasciar andare ed essere più presente:
1. Identifica ciò che stai trattenendo. Chiediti: cosa sto cercando di controllare? Spesso il primo passo è riconoscere cosa ti sta pesando: una relazione, un’aspettativa, un’emozione irrisolta. Scriverlo, condividerlo con qualcuno di tua fiducia ti può già alleggerire.
2. Accetta le emozioni che vivi, senza giudicarle. Rabbia, tristezza, colpa o delusione non sono tue nemiche. Ascoltale con gentilezza, le aiuterai a sciogliersi, invece di bloccarle. Ogni emozione ha qualcosa da insegnarti. Non respingerla, prova a chiederti: cosa mi sta mostrando di me?
Le emozioni possono paragonarsi alle stagioni, ognuna ha una sua funzione e un ciclo di vita.
L’inverno, ad esempio, prepara il terreno alla rinascita, anche tu hai bisogno di preparare il tuo terreno.
3. Chiediti cosa è sotto il tuo controllo. Concentrati su ciò che puoi fare oggi, qui e ora. Lascia andare aspettative irrealistiche. La crescita personale passa anche dall’accettare i tuoi limiti e i tuoi tempi e all’affidare ad altri (persone, Dio, Universo) quello che non puoi controllare.
4. Fai spazio, anche concretamente. Riordinare la tua scrivania, una stanza, ripulire la memoria del tuo pc o telefono eliminando il superfluo e quello che non usi può diventare un gesto simbolico molto potente.
5. Evita di usare parole di lamentela, rimprovero, critica. Quelle puoi lasciarle andare.
Scegli invece parole che nutrono. Osserva come parli a te stesso, quali storie ti racconti. Le parole sono una risorsa potente per sostenere il tuo processo di crescita. Usa parole che vibrano alto e che sono allineate alla persona che stai diventando. Il linguaggio interiore, come ti parli, è uno strumento potentissimo per la tua evoluzione.
6. Porta consapevolezza a ciò che non fiorisce più. Chiediti: cosa continuo a trattenere per abitudine o paura? Non tutto ciò che è stato utile in passato ora ti serve.
7. Allena ogni giorno la presenza. Riportare l’attenzione al momento presente è uno dei modi più potenti per indebolire il tuo legame con il passato e il futuro. La presenza è come un terreno fertile dove cresce quel che tu scegli di seminare.
8. Focalizza tutta la tua attenzione sui momenti piacevoli che vivi, sulle persone che ami e ti amano, sul contesto che ti supporta, sui tuoi successi e talenti.
Lasciare andare è un percorso intimo e personale. Non avere fretta, procedi a tuo ritmo con decisione e costanza e sii paziente, ci saranno giorni più leggeri e altri più faticosi. Fa parte del processo.
Considera che stai preparando il terreno per coltivare quei fiori che vuoi vedere nascere nel tuo spazio interiore.

Conclusione
Lasciar andare ti permetterà di essere più presente. Vivi il tuo anno assaporando ogni momento senza fretta.
Ti invito a cantare con convinzione
“E se quest’anno poi passasse in un istante
Vedi, amico mio, come diventa importante
Che in questo istante ci sia anch’io…”
Io voglio esserci, essere pienamente presente e vivere intensamente ogni istante di questo 2026, per questo ho scelto la Presenza come mia linea guida dell’anno che è appena iniziato.




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